I pensionati con assegni sopra i 2.500 euro lordi (meno di 2mila euro il netto) con la rivalutazione all'inflazione "ridotta", se si proseguirà con il meccanismo di perequazione a scaglioni, perderanno nei prossimi dieci anni almeno 13mila euro. Un valore destinato a salire progressivamente più aumenta l’assegno pensionistico, che arriva fino ai 115mila euro per i percettori di assegni oltre i 10mila euro lordi (il netto è di circa 6mila euro). A dirlo è l’analisi firmata da Itinerari Previdenziali e dalla Cida, nell’ambito dell’ “Osservatorio sulla spesa pubblica e sulle entrate” sul tema della “svalutazione delle pensioni in Italia”.
Negli ultimi anni le pensioni italiane hanno subito una perdita importante di potere d’acquisto, dovuta al mancato adeguamento all’inflazione. Sono proprio le prestazioni medio-alte quelle che hanno subito i maggiori danni, a causa delle modifiche al sistema di perequazione introdotte in varie leggi di Bilancio, specialmente nel biennio 2023-2024. Modifiche che hanno introdotto dei tetti di rivalutazione in base agli assegni per ridurne l'impatto sulle finanze pubbliche.
Pensioni, in arrivo gli aumenti con la rivalutazione: ecco quanto si potrebbe guadagnare nel 2026







