Parigi, l’amore che finisce e comincia, un sospetto che nasce all’improvviso, due donne, un bambino, un uomo innamorato. Il secondo film diretto, scritto e interpretato da Louis Garrel è un mix imprevedibile di elementi solo all’apparenza riconducibili al classico racconto di quel triangolo sentimentale che proprio nel cinema francese ha trovato i suoi più abili narratori.
L’uomo fedele (2018) prende infatti avvio come una commedia romantica dai toni tragico-umoristici, per poi spingersi, tuttavia, nei territori del thriller, dell’assurdo, del surreale.La storia è quella di una giovane coppia che scoppia e lo fa, letteralmente, nella prima scena. La bella Marianne (Laetitia Casta) lascia infatti il confuso e innamorato Abel (Louis Garrel) con una rivelazione scioccante: è incita ma non di lui, bensì del suo migliore amico Paul, che tra pochi giorni intende sposare. Lungi dallo strepitare o dal reagire in maniera scomposta, Abel accoglie la notizia senza troppi drammi e in pochi giorni prende le sue cose e libera l’appartamento di Marianne.
Passano nove anni, Paul muore nel sonno e Abel va al suo funerale; ama ancora Marianne e vuole provare a riconquistarla. Nel frattempo Eve (Lily-Rose Depp), la giovane sorella di Paul, è intenzionata a realizzare il suo sogno d’amore con Abel, da cui è ossessionata fin da bambina. A complicare ulteriormente il quadro c’è Joseph, il figlio di Marianne, appassionato risolutore di enigmi convinto che la mamma abbia avvelenato il padre.







