La procura di Pavia sembra aver accelerato sulle indagini per l'omicidio di Chiara Poggi ma per arrivare a conclusione serviranno ancora molti mesi
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Sul caso di Garlasco non si saprà nulla di nuovo prima della fine dell'anno. Questa sembra essere una matematica certezza a fronte delle analisi effettuate, di quelle in corso e di quelle ancora da iniziare nell'ambito dell'incidente probatorio. Ma si andrà ancora oltre per la comunicazione di conclusione delle indagini, che arriverà non prima dei primi 3 mesi del 2026. Non poteva essere diversamente, vista la scelta da parte di Fabio Napoleone di mobilitare un'intera procura per rivoltare da cima a fondo l'indagine del 2007 sull'uccisione di Chiara Poggi. C'è un colpevole con sentenza passata in giudicato, che è Alberto Stasi, ma da qualche mese c'è anche un indagato per omicidio in concorso con altri, Andrea Sempio.La procura di Pavia ha ricevuto martedì la Bpa realizzata dai Ris di Cagliari, che lo scorso 9 giugno sono entrati nella villetta di Garlasco per effettuare i rilievi per una ricostruzione tridimensionale degli spazi in cui è avvenuto l'omicidio. Con l'ausilio delle immagini scattate nel 2007 hanno potuto scrivere una relazione dettagliata, lunga oltre 300 pagine, con l'analisi di tutte le impronte presenti nella villetta, anche quelle che nella prima indagine non erano state considerate utili ed erano state scartate. Non ci sono indicazioni su assassini o armi del delitto ma ci sono informazioni e dati che dovranno essere inseriti nell'insieme dell'indagine e, soprattutto, messi a confronto con la relazione che verrà consegnata dalla dottoressa Cristina Cattaneo, anatomopatologa di comprovata fama internazionale, alla quale è stato affidato il compito di stabilire l'arma del delitto, il numero di lesioni e accertare se l'omicidio sia opera di una o più persone. In tal senso, le informazioni che provengono dalla relazione dei Ris di Cagliari saranno cruciali. Per il momento non è prevista la riesumazione del corpo della vittima.L'incidente probatorio, nel frattempo, prosegue per la sua strada ed è nelle mani di Denise Albani, perito nominato dal gip e in forze alla polizia scientifica di Milano. Ha già effettuato la ricerca del Dna nella spazzatura di casa Poggi, non trovando informazioni utili, ma nelle prossime settimane dovrà iniziare l'analisi del Dna sotto le unghie della vittima, che viene considerato un elemento forte per l'indagine di Pavia e contro Sempio. A non essere d'accordo con l'attribuzione sono gli avvocati dello stesso indagato ma anche il legale della famiglia Poggi, secondo il quale Sempio è innocente e non ci sono colpevoli oltre Stasi. Albani ha recentemente ottenuto i dati grezzi dell'analisi condotta nel 2007, che non erano mai stati rianalizzati prima e saranno fondamentali per accertare se ci sono abbastanza informazioni genetiche per effettuare delle comparazioni e se le nuove comparazioni confermeranno la presenza di Dna di Andrea Sempio. Anche per concludere questa analisi ci vorranno alcune settimane. Così come servirà del tempo per attribuire le 8 impronte latenti trovate nella spazzatura.






