La flotilla zoppica nelle acque del Mediterraneo e già decine di attivisti se ne sono andati, preferendo sbarcare a Tunisi piuttosto che proseguire
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La Flotilla sembra aver preso definitivamente la via del mare, almeno fino alla prossima sosta che potrebbe avvenire a Malta. La parte italiana ancora deve partire, è in attesa del segnale da parte della spedizione iberico-magrebina per dirigersi verso il Mediterraneo centrale e poi puntare la prua verso Gaza. La spedizione, presentata in pompa magna e oggetto di una campagna mediatica a sostegno imponente, sembra però una scampagnata improvvisata, dove quelli che dovrebbero essere i responsabili non pare abbiano gestito bene gli imprevisti che, inevitabilmente, si vengono a creare in situazioni come queste.Uno dei momenti di rottura per la flottila sono stati presunti attacchi con droni: la sinistra ha puntato il dito contro Israele, lo Stato ebraico è stato accusato di avr sganciato granate o missili contro due delle imbarcazioni. Un'accusa arrivata implicitamente anche dalla flotilla: peccato che le due barche, non centro portaerei corazzate ma banalissime barche di 15/20 metri, non hanno subito pressoché alcun danno. Solo qualche fiamma a bordo facilmente spenta con gli estintori, tanto che esperti indipendenti hanno messo in forte dubbio la versione degli attivisti, ipotizzando che possano essere stati vittima di "fuoco" amico: razzi di segnalazione sparati per gioco o per chissà quale motivo che sono poi ricaduti dove non dovevano.













