Prima di ogni cosa, prima della terraferma, prima degli animali e delle piante, c’erano le alghe. In quell’oceano primordiale, milioni di anni fa, questi organismi semplici ma straordinari hanno dato il via alla vita come la conosciamo. Hanno prodotto l’ossigeno che ha reso respirabile l’atmosfera, hanno creato le basi della catena alimentare, e hanno plasmato l’ambiente in cui l’evoluzione ha potuto fiorire. “Le alghe sono l’inizio di tutto e potrebbero essere anche il nostro futuro”, scrivono Giovanni Scapagnini, medico e neuroscienziato e docente di Nutrizione clinica e Francesco Cinelli, professore di Ecologia marina all'Università di Pisa. nel loro libro L'Eden sommerso. Viaggio nella scienza delle alghe: alimentazione, longevità e sostenibilità.
Le alghe producono oltre il 50% dell’ossigeno atmosferico e svolgono un ruolo cruciale nella regolazione del carbonio. La storia delle alghe è antica quanto l’uomo. Nell’epopea di Gilgamesh, il primo romanzo dell’umanità, l’eroe cerca un’alga capace di restituire la giovinezza. E durante la Grande Carestia in Irlanda, nel XIX secolo, la popolazione sopravvisse anche grazie alle alghe raccolte sulle coste. Nel cuore del Longevity Festival promosso dal Consorzio Costa Smeralda in partnership con Smerada Holding, la tavola rotonda tra Scapagnini e Cinelli ha acceso i riflettori su un mondo ancora poco esplorato ma ricco di promesse. I due studiosi hanno tracciato un affresco sorprendente delle proprietà nutrizionali, ambientali e persino estetiche di questi organismi marini, che da millenni accompagnano l’umanità e oggi si candidano a diventare protagonisti della dieta del futuro.







