Roma, 17 set. (askanews) – Nel 2024 oltre 670 milioni di persone hanno sofferto la fame e, secondo le stime, saranno ancora 512 milioni nel 2030. Siamo dunque ben lontani dall’Obiettivo Fame Zero, il secondo dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile fissati dalle Nazioni Unite nell’Agenda 2030. A dirlo è il Rapporto 2025 sullo stato della sicurezza alimentare nel mondo, pubblicato a luglio e realizzato sulla base dei dati di FAO, IFAD, UNICEF, WFP e WHO. Sebbene il dato segni una lieve diminuzione rispetto all’anno precedente, resta allarmante per dimensioni e gravità: racconta un’emergenza globale che troppo spesso rimane ai margini dell’attenzione pubblica.
L’evento. È in questo scenario che il 27 e 28 settembre torna nelle piazze italiane l’iniziativa solidale ‘Un Pasto al Giorno’, promossa dalla Comunità Papa Giovanni XXIII, che riunisce migliaia di volontari in centinaia di città. Quest’anno la manifestazione assume un significato ancora più profondo: si celebra il centenario della nascita di don Oreste Benzi, fondatore della Comunità e ispiratore di questa campagna, che da quarant’anni porta cibo, dignità e speranza a chi vive ai margini, in Italia e in ogni angolo del mondo. Il messaggio scelto per l’edizione 2025 è ‘Una tavola ci unisce: insieme contro la fame nel mondo’, ma non c’è nulla di vuoto o retorico in questo slogan perché la tavola, in questo caso, non rappresenta un simbolo di convivialità, ma un luogo ancora negato per milioni di persone. L’evento, infatti, nasce proprio per accendere i riflettori su chi un pasto non ce l’ha, su chi resta escluso da quel diritto fondamentale che spetta a ogni essere umano: nutrirsi.








