BOLOGNA – Dovranno restare distanti dagli ospedali le manifestazioni anti aborto delle associazioni Pro Vita, così da garantire più serenità alle donne che si sottopongono all’interruzione di gravidanza. In Emilia-Romagna la risoluzione del centrosinistra è stata approvata oggi in Assemblea legislativa. L’opposizione ha protestato, l’associazione Pro vita&famiglia parla di “deriva autoritaria” e “progetto stalinista”.

La risoluzione mira a creare “zone di accesso sicuro” intorno agli ospedali. “Non si tratta di vietare manifestazioni – spiega il consigliere regionale di Avs Paolo Trande – ma di spostarle di qualche metro”. Perché “non parliamo di preghiere, bensì di manifestazioni politiche: lo dimostrano i cartelli esposti contro la legge 194 e i messaggi violenti e colpevolizzanti rivolti alle donne”.

Ora, insiste Trande, “non ci sono più alibi: assessorato regionale, direttori generali delle aziende sanitarie, conferenze territoriali socio-sanitarie discutano e chiedano a prefetti e questori di spostare in altra sede, a debita distanza dai luoghi di cura, le manifestazioni anti-194”. Evitando così, aggiunge Lorenzo Casadei (M5s), che le strutture sanitarie “diventino spazi di condizionamento ideologico o giudizio morale”.