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9 LUGLIO 2025

Ultimo aggiornamento: 15:14 del 9 Luglio

A Fermo, nelle Marche, passa la mozione che impegna il sindaco civico e la giunta comunale ad attivarsi per sollecitare la Regione a far applicare la legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza. In Comune si registra un record storico, con il 100% di obiettori tra il personale dell’Ospedale cittadino Murri, da quando la legge è stata varata e salvo una breve parentesi tra novembre scorso e giugno che ha visto un unico medico non obiettore operare per qualche mese. Decine le persone che si sono presentate tra il pubblico, in maggioranza donne, richiamate dalla mobilitazione sui social e sul territorio a sostegno della mozione. La seduta di Consiglio si è tenuta ieri 8 luglio, dopo quella di maggio in cui sulla stessa mozione una parte della maggioranza era uscita dall’aula facendo mancare il numero legale per la votazione. Colpo di scena in apertura di seduta, con le dimissioni da presidente del Consiglio comunale di Francesco Trasatti, a ribadire con questo gesto il solco che si è aperto nella maggioranza, anche di posizionamento sul tema aborto.

Il dibattito in aula ha riportato alla cronaca due mozioni sullo stesso argomento, approvate nel 2016 e nel 2021. Che però non hanno portato un sostanziale cambiamento, se non ad una convenzione tra l’Azienda Sanitaria Territoriale di Fermo e quella di Macerata, ora sostituita da una nuova convenzione con l’AST di Ascoli Piceno, che garantisce che il personale di Ascoli Piceno svolga per 2 volte al mese l’IVG chirurgica presso l’Ospedale di Fermo. Il sindaco Paolo Calcinaro, in seduta di consiglio, ha definito la convenzione “un passo avanti”. Va detto che che il medico “gettonista” non può prendere in carico le interruzioni volontarie di gravidanza successive al primo trimestre, le cosiddette terapeutiche, e che il personale viene retribuito con un extra per la prestazione che il personale obiettore rifiuta (l’ammontare a carico dell’AST di Fermo è stimato in circa 15mila euro annui).