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2 NOVEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 9:21
È partita quasi in silenzio, ora infiamma il confronto politico e civile nella Regione Lazio. La proposta di legge 207/2025 — “Interventi a favore della famiglia, della natalità e della crescita demografica” — punta a ridisegnare l’intero sistema delle politiche familiari regionali. E’ firmata dalla assessora Simona Baldassarre in quota Lega e vicina alle associazioni ultracattoliche CitizenGo e Family Day. Adottata a maggio dalla giunta del fratello d’Italia Francesco Rocca, è tornata in commissione dopo l’estate, prima di approdare nel Consiglio per il voto finale.
Un intervento ampio, 27 articoli, che la maggioranza descrive come un passo decisivo per “contrastare il calo demografico” e “rafforzare la famiglia come soggetto centrale della società civile”. Un testo che opposizioni e associazioni (incluse quelle femministe) definiscono “ideologico”, “pericoloso” e in “contrasto” con norme nazionali. Il documento parla di famiglia come “società naturale e pilastro fondamentale per l’accoglienza, l’assistenza e l’educazione dei figli”, valorizza “reti sociali territoriali” e “famiglie attive”, introduce il progetto “Maternità fragile” e la “Carta Famiglia del Lazio”, incentiva strumenti di conciliazione vita-lavoro, fino al sostegno ai nidi domestici, all’istruzione parentale e alla “riconciliazione familiare”. Tutti però, denunciano le associazioni, rivolti a un unico modello di famiglia. Quella tradizionale, con madre e padre uniti nel matrimonio.






