Simulazioni, Intelligenza artificiale utilizzata per sviluppare il modello, prototipi virtuali. E alla fine, le quattro ruote in strada e in fuoristrada, con caldo torrido e freddo (quasi) polare. È il percorso della Porsche Cayenne Electric, la versione a zero emissioni del Suv di Stoccarda, che affida come sempre l’ultimo miglio all’opera di collaudatori e ingegneri. L’auto sarà presentata a fine anno e andrà a completare l’offerta del Suv già declinato in versioni termica e ibrida. Rispetto al passato, però, «questo progetto è stato il primo in cui siamo passati direttamente dai test digitali sull'intera vettura alla produzione di pre-serie», spiega Michael Steiner, componente del Consiglio di Amministrazione e Responsabile Ricerca e Sviluppo di Porsche. L’innovazione non è da poco: la procedura «classica» avrebbe comportato la fabbricazione di 120 prototipi «singoli», in mancanza di una linea di produzione. Il mondo virtuale ha consentito di ridurre al minimo quell’impegno, sfruttando simulazioni e Intelligenza artificiale per il perfezionamento degli esemplari destinati al collaudo. Un risparmio di risorse. E di tempo: il 20 per cento in meno, secondo le stime di Porsche.

Le scorciatoie