MONACO DI BAVIERA - Metteteci tutti i dubbi, le varianti, le tecnologie alternative, le lentezze e le differenze tra i mercati, ma il futuro della mobilità è elettrico. Lo ha detto Oliver Blume, l’amministratore delegato del gruppo Volkswagen che al Salone di Monaco si è presentato con un poker di vetture e di parole per descriverlo: Electric Urban Car Family. Se è vincente, lo dirà il mercato che tuttavia sta assegnando al gruppo di Wolfsburg il 28% in Europa e una quota di venduto in elettrico globale che ne primi 6 mesi è passata dal 7% all’11%. Il poker in mano può dare una spinta ulteriore perché è fatto di 4 vetture lunghe intorno ai 4 metri dotate di tanta tecnologia facile da usare e sposta la soglia di accesso dell’elettrico a 25mila euro con autonomie che arrivano ad oltre 450 km e tempi di ricarica che non superano i 30 minuti.
La prima è la ID.Polo. Ebbene sì: a Wolfsburg hanno deciso di buttare a mare i numeri, di ripescare i cari vecchi nomi e di metterli accanto alle due lettere che identificano i modelli della gamma elettrica affiancandoli a quelli corrispondenti con motore termico. Le forme sono ancora nascoste da un camouflage colorato quanto fantasioso, ma si vede che il carattere è quello della vettura che in 50 anni ha conquistato oltre 20 milioni di clienti e 8 titoli in 4 anni di dominio completo nel WRC tra il 2013 e il 2016. Non a caso, ci sarà anche la versione GTI. C’è poi la ID.Cross, presentata in forma di concept ma oramai pronta per la produzione: sarà lunga 4,16 metri, avrà un motore da 155 kW e un’autonomia di 420 km, ma soprattutto uno stile accattivante e tanto spazio. Della famiglia fa parte anche la Cupra Raval: nome ispirato ad un quartiere di Barcellona, 4,05 metri di grinta, assetto ribassato e 166 kW da gestire con l’ausilio di un differenziale autobloccante. L’ultima, ma solo in ordine alfabetico, è la Skoda Epiq: 4,1 metri, un bagagliaio da 475 litri e un’autonomia di 425 litri. Tutte debutteranno nel corso del 2026, saranno prodotte in Spagna tra Martorell e Navarra, sono basate sulla piattaforma MEB+ e montano una batteria del tipo cell-to-pack e celle fornite dalla consociata PowerCo che le costruirà in tre gigafactory: Salzgitter (Germania), Valencia (Spagna) e St. Thomas (Canada).








