Tassi d’interesse fermi per la seconda volta consecutiva. La Banca centrale europea è fiduciosa che l’inflazione sia «lì dove vogliamo» e che l’Eurozona sembra in grado di reggere alla prova dei dazi di Donald Trump. Come ampiamente previsto dagli analisti, il consiglio direttivo riunito a Francoforte ha lasciato invariati i tassi di riferimento, con quello sui depositi che rimane al 2%, il valore più basso da oltre due anni. Secondo le proiezioni di MutuiOnline.it, resteranno stabili anche i tassi dei finanziamenti variabili, «che si confermano più convenienti, in media al 2,71% contro il 3,23% del fisso».

La presidente dell’Eurotower, Christine Lagarde, ha ribadito il mantra per cui tutte le decisioni saranno prese «riunione dopo riunione» e «sulla base dei dati»: nessun impegno sulle mosse future da qui a fine anno, insomma, anche se gli osservatori scommettono su una battuta d’arresto prolungata per la riduzione del costo del denaro. «I rischi sono bilanciati» e prevale, semmai, la cautela, Nell’attesa di vedere gli effetti di un contesto commerciale che continua a essere volatile, benché «gli accordi abbiano in qualche misura attenuato l’incertezza». Il loro «impatto globale sarà, però, chiaro solo nel corso del tempo», ha precisato la banchiera centrale.