Lavoratori in trasferta, studenti, nomadi digitali, viaggiatori della terza età: i protagonisti delle nuove formule abitative hanno un'identità precisa, fatta di mobilità, esigenze transitorie e ricerca di spazi confortevoli senza vincoli a lungo termine.

È il fenomeno degli immobili alternativi, un settore che in Umbria si sta consolidando e che offre prospettive non solo agli investitori, ma anche ai Comuni e al tessuto sociale.

A fare il punto è Paola Berlenghini, agente immobiliare e membro del Comitato di vigilanza della borsa immobiliare dell'Umbria, organo della Camera di commercio. "Il mercato delle case transitorie è fiorente e cresce di mese in mese. Le persone cercano appartamenti arredati e pronti all'uso, dotati di servizi di pulizia e con spazi comuni dedicati al lavoro e alla socialità.

È una trasformazione profonda del modo di abitare e di investire" spiega.

Gli immobili più richiesti - riferisce la Camera di commercio - sono spaziosi, efficientati e in zone ben collegate, vicine a servizi e negozi. La tendenza è chiara: chi affitta non vuole contratti di lungo periodo, ma formule flessibili, dai 6 ai 36 mesi per studenti, fino a 18 mesi per altre tipologie di utenti.