Mentre Parigi brucia e Varsavia è già in armi contro l’eterno, ma mai così presente, nemico russo, Berlino non riesce a districarsi dalla sua crisi interna, di cui la stagnazione economica è solo la manifestazione più evidente. Anche se alcuni flebili segnali sembrano promettere una ripresa dell’economia tedesca, le aspettative in Germania rimangono negative. Questo contestuale blocco di Francia e Germania non può che gettare un’ombra su tutta Europa e in particolare sui Paesi del Sud Europa, più esposti ai conflitti presenti nel Mediterraneo.
In crescita continua negli ultimi 50 anni, la Germania fin dal Dopoguerra è stata certo il baluardo contro il blocco sovietico, ma erano gli Stati Uniti che ne garantivano la copertura militare. Questo permetteva alla Repubblica Federale, la Rft, di concentrarsi sulla produzione di auto e meccanica di precisione rivolgendosi soprattutto alle esportazioni, fin dalla promozione dal Mercato Comune e poi sempre più lontano, fino alla Cina, della cui apertura la Germania è stato il Paese che più si è avvantaggiato. Per reggere questo sforzo, l’industria tedesca necessitava di grande quantità di energia e fin dagli anni 70 la Rft, baluardo della Nato, ha sottoscritto accordi con la stessa Unione Sovietica per riceverne il gas a basso costo, fino a farne l’asse portante della sua competitività internazionale. Questa rapida crescita richiedeva una stabilità interna, che era garantita da una parte dalla partecipazione dei sindacati direttamente nei consigli di amministrazione delle grandi imprese – la Mitbestimmung - e d’altra parte da una gestione delle finanze pubbliche ossessivamente votata al pareggio di bilancio. La crescita era alimentata dall’arrivo in Germania, specie dal Sud Europa, di un’immigrazione selezionata e ben educata, attratta dagli alti salari e dalle posizioni rilevanti in un’industria in pieno sviluppo, in cui integrarsi rapidamente. Infine la crescita della Germania Ovest viveva del mito della riunificazione, che avrebbe ridato piena centralità politica al Paese, che già era guida dell’intera economia europea.







