Ci sono libri che servono a custodire la memoria, altri che hanno il merito di rileggerla alla luce del presente. L’Antica Dolceria Bonajuto. Storia della cioccolateria più antica di Sicilia di Giovanni Criscione (Rubbettino Editore, pagg. 200, € 16) appartiene a entrambe le categorie. A dieci anni dalla prima edizione, pubblicata con la palermitana Kalòs, l’autore torna a ripercorrere due secoli di vicende familiari e imprenditoriali, aggiornando il racconto con nuove fonti archivistiche e con gli eventi che hanno cambiato il destino della Dolceria, a partire dalla scomparsa di Franco Ruta nel 2016.

Il saggio

Il libro non è un’agiografia, ma un vero saggio storico: genealogie, atti notarili, inventari, doti e archivi diventano materia narrativa che intreccia la storia di una città con quella di un prodotto. La forza di Criscione sta proprio qui: mostrare come la tavoletta modicana, con la sua lavorazione a freddo, sia sopravvissuta non per caso ma per scelte consapevoli di uomini e donne che hanno difeso la tradizione contro la tentazione dell’industrializzazione. Dai “signori della neve” a Federico, il primo ciccolatiere, fino alla Belle Époque di Francesco e al dopoguerra con Carmelo Ruta, il volume segue il filo di un mestiere che diventa identità collettiva. Ma è con Franco Ruta che il cioccolato di Modica esce dall’angolo e conquista il mondo: la sua intuizione ha trasformato un fossile gastronomico in simbolo di autenticità, aprendo la strada al turismo gastronomico che oggi rende Modica un riferimento internazionale.