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La rabbia delle famiglie degli ostaggi: "Scelto il loro sacrificio sull'altare delle considerazioni politiche"

Ieri sera l'esercito israeliano ha colpito Gaza City con ripetuti attacchi aerei. Sono intervenuti in sequenza, caccia bombardieri, artiglieria e droni. Difficile valutare al momento l'entità dell'operazione iniziata dopo le dieci di sera ora italiana. I raid hanno però provocato enormi esplosioni che sono state udite da lunghissima distanza, secondo alcune fonti si sono sentite a grandissima distanza, anche nelle zone centrali di Israele. I media della Striscia, quindi di parte palestinese, hanno segnalato 37 attacchi in 20 minuti e una fuga di massa dalla zona nord-occidentale della città di Gaza. Contestualmente all'interno della città da cui in giornata sarebbero fuggite circa 150mila persone avrebbero iniziato ad operare i tank dell'Idf. Si tratterebbe, secondo le prime informazioni, di nuovo di parte palestinese, di un ingresso limitato, si parla di una divisione. Ieri sera le fonti militari israeliane, non ammettevano nessuna operazione di terra, ma questa è una prassi più che comprensibile rispetto ad una operazione di terra che, anche visti i rischi per gli ostaggi, deve essere coperta da tutta la possibile sorpresa.