È una memoria difensiva, ma al tempo stesso un pesante atto d’accusa contro i giudici del tribunale dei ministri di Roma. Il documento sottoscritto dai ministri della Giustizia Carlo Nordio e dell’Interno Matteo Piantedosi, insieme al sottosegretario con delega alla sicurezza Alfredo Mantovano, depositato ieri alla Giunta per le autorizzazioni della Camera che dovrà pronunciarsi sulla richiesta di autorizzazione a procedere, contiene soprattutto un lungo elenco di presunte anomalie e violazioni che renderebbero irricevibile e addirittura nullo — secondo loro — l’atto del tribunale dei ministri. Per poi arrivare alle conclusioni in cui si ribadisce che i tre componenti del governo inquisiti avrebbero agito «per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante» e «il perseguimento di un preminente interesse pubblico nell’esercizio della funzione di governo», cioè i requisiti previsti dalla legge perché il Parlamento fermi il processo.