Quella notte magica a Flushing Meadows non si dimentica, anzi, si celebra (con un progetto molto speciale)

di Redazione

La vittoria più bella di sempre, la prima di un’italiana agli Us Open. La racchetta lanciata nel cielo di New York, lo zenit dei sogni di una bambina brindisina diventata una delle regine del tennis mondiale. I sorrisi strappati in tribuna ad appassionati come Michael Douglas, Catherine Zeta-Jones, Robert Redford e Billie Jean King. Sono passati 10 anni da quella notte magica a Flushing Meadows, ma se incroci gli occhi di Flavia Pennetta - parlando di quel 12 settembre 2015 - ritrovi ancora tutte intatte le emozioni (e un’intera vita) sintetizzate in un solo successo. «Dentro al cuore porto la sensazione di pace che ho provato dopo l’ultimo colpo, quello della vittoria. Un momento incredibile, perché mi ha riportato indietro nel tempo, facendomi ricordare tutto il percorso che avevo fatto. Ho pensato alla piccola me che giocava con la terra rossa come fosse sabbia, a tutto quello che i miei genitori mi hanno permesso di fare. Senza di loro nulla sarebbe stato possibile. Sono stati anni lunghi, tutti vedono gli atleti solo all’apice. Spesso ci si dimentica della strada fatta prima, del lavoro, delle delusioni, dell’impegno».