Quarant'anni fa, quando debuttò la capostipite delle Bmw M5 i nostri antenati si trovarono davanti a una berlina sportiva che sembrava dire: "Sono veloce, ma resto umana". Oggi, alla settima generazione, la supercar travestita da auto da famiglia è diventata un inno alla tecnologia.
Ora è lunga 510 centimetri – quattordici in più della precedente – e contiene un concentrato di tecnologia mai visto prima. La guardi e pensi: ecco il design del futuro, tutto spigoli e aggressività, con un frontale che pare un volto da cyborg, mascherina illuminata, prese d'aria che inghiottono l'universo e un cofano scolpito come se Michelangelo ci avesse messo mano, ma con un trapano elettrico. Dietro, i quattro terminali di scarico sono incorniciati da elementi neri che urlano "prestazioni", come se non bastasse il rombo a ricordarcelo.
Oltre settecento cavalli
E i cavalli? A non finire. E non è un modo di dire: qui siamo in un'era ibrida, dove il V8 biturbo da 4.4 litri da 585 Cv si allea con un motore elettrico da 197 CV per un totale di 727 CV e 1000 Nm di coppia. Roba da far accelerare questa supercar da 0 a 100 in 3,5 secondi e regalarle una spinta infinita a qualsiasi regime, a qualsiasi velocità, in qualsiasi momento. Mai vista una cosa del genere. Il tutto nonostante pesi oltre 2.400 kg a vuoto. La velocità massima? 250 km/h autolimitati, ma con 2.550 euro extra per il pacchetto M Driver's – che include un corso di guida, perché a quelle velocità serve un diploma – si arriva a 305. Trazione integrale, naturalmente, ma si può passare a posteriore per i puristi del drifting.







