Quando si parla di “Serie 5”, un’immagine si staglia nella mente: “la berlina”. Quella di Bmw, naturalmente. Un’auto che incarna un mix perfetto di comfort, raffinatezza e dinamismo, mantenendo intatta la sua anima sportiva attraverso oltre mezzo secolo di storia. Con otto generazioni alle spalle, la Serie 5 è sinonimo di trazione posteriore, motori a sei cilindri (e oltre) e un piacere di guida che è un marchio di fabbrica Bmw. In questo articolo, ripercorriamo la sua evoluzione, dai primordi del 1972 alla moderna G60, con un occhio di riguardo per la mia generazione preferita – quella degli anni ’90, quando, da adolescente nato nel 1982, sognavo di mettermi al volante di una berlina con tanti cilindri e un handling da capogiro.
Serie 5 E12 (1972-1981): La nascita di un’icona
La prima Serie 5 debuttò nel 1972, succedendo ai modelli “New Class” (1500, 1600, 1800 e 2000). Con i suoi 4,62 metri di lunghezza, l’E12 portava un concetto di berlina a quattro porte con motore anteriore longitudinale e trazione posteriore, ma con un livello di raffinatezza superiore. La gamma motori era tutta a benzina, con 4 o 6 cilindri, carburatori o iniezione, e potenze da 90 a 218 CV. Il top di gamma era l’M535i, il primo Serie 5 a sfoggiare il badge “M”. Dotata del motore M90 (sei cilindri in linea, 218 CV), raggiungeva i 222 km/h e accelerava da 0 a 100 km/h in 7,5 secondi – prestazioni straordinarie per l’epoca. Sospensioni, freni e differenziale autobloccante ne fecero un’auto ambita, ancora oggi un pezzo da collezione.







