E’ fallito anche l’ultimo tentativo di mediazione avviato questa mattina dai sindacati: lo sciopero per domani dei dipendenti dell’Autorità di sistema portuale di Genova e Savona-Vado è confermato.

La linea del presidente Matteo Paroli era apparsa fin dall’inizio della vertenza particolarmente rigida e così si è confermata anche stamane. I sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil hanno incontrato in quella che viene tecnicamente definita “fase di raffreddamento” il segretario generale Paolo Piacenza ma l’ente si è dimostrato inamovibile sia per chi chiedeva una revoca del provvedimento al centro del caso sia per chi proponeva una sospensione.

Alle 9 si terrà un presidio davanti a Palazzo San Giorgio e alle 11 collegamento con tutte le Autorità portuali italiane i cui lavoratori si riuniranno in assemblea per solidarietà (e preoccupazione).

Tutto ruota attorno al trasferimento da Genova a Savona di un funzionario. Palazzo San Giorgio sostiene si tratti di uno spostamento dettato da necessità interne e reso possibile senza consenso con il lavoratore poiché il funzionario in questione è stato assunto dopo il 2018 ovvero quando c’è stata la fusione tra i porti di Genova e Savona. Il lavoratore si è opposto a quella che viene ritenuta in realtà una punizione in base ad un sospetto- mai messo nero su bianco e comunque respinto -ossia che avrebbe rivelato all’esterno, e a dei giornalisti in particolare, situazioni interne all’ente.