“Per me una Caesar”. A Elvis, nei giorni roventi di Las Vegas, non serviva neanche aggiungere il suffisso ‘salad’ per far capire ai camerieri del Westgate cosa volesse mangiare. Insalata leggendaria, amata dal re del rock, e dal nome altisonante, che evoca pause golose nei grandi alberghi di tutto il mondo, ma a dispetto del percepito è più italiana che mai, anche se le migliori fortune le ha mietute fuori dallo Stivale.
La storia
La sua storia inizia a Tijuana, Messico, nel 1924, quando Cesare Cardini – albergatore italiano emigrato dalla Lombardia per aggirare i divieti del Proibizionismo americano – si trova un giorno di festa con la dispensa quasi vuota e la sala piena di clienti. In assenza di ingredienti a cinque stelle, utilizza lattuga romana, uova, limoni, olio, pane, Parmigiano Reggiano e qualche goccia di salsa Worcestershire. Cardini improvvisa, emulsiona uovo e limone, pesta aglio, allunga con l’olio a filo e condisce le foglie intere servite fredde, arricchite da crostini croccanti e scaglie di formaggio. Nasce così, per necessità e teatralità, una delle insalate più celebri al mondo. La leggenda la vuole servita davanti ai clienti, con il condimento preparato al momento nella grande ciotola di legno, gesto che diventa rito.






