In questi giorni stanno tornando d'attualità le piccole auto che, in Giappone, chiamano kei car ed hanno dimensioni contenute, con una lunghezza che può arrivare a 3,40 metri, una larghezza massima di 1,48 metri e sono equipaggiate con motori di piccola cilindrata.

Una tipologia di vetture che richiama quelle con cui Fiat motorizzò l'Italia prima di produrre auto più grandi. Ci riferiamo alla 500 delle origini e, in particolare alla 126, ultima rappresentante di un concetto automobilistico che si è evoluto nel tempo.

Presentata al Salone di Torino del 1972, la 126 era una perfetta Kei car dell'epoca, con una lunghezza di poco superiore ai 3 metri, una larghezza inferiore al metro e quaranta centimetri, un peso contenuto in meno di 600 kg ed un motore a 2 cilindri posteriore da 600 cm3 da appena 23 CV. Nel tempo, la potenza è cresciuta fino ai 26 CV della 126 Bis dalla cilindrata di circa 650 cm3, rimanendo decisamente inferiore ai 64 CV di potenza massima delle Kei car.

Con i suoi 4 posti, la 126 rimase in produzione in Polonia fino al 2000, mentre per lei fu realizzato lo stabilimento di Cassino (FR), nel 1972, prima che venisse costruita anche in altri impianti.

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