Camminare non è solo una questione di cervello che calcola tutte le posizioni attraverso cui una gamba deve passare prima di dare il comando per il passo successivo. Richiede una coordinazione perfetta di tutto il corpo in modo da orchestrare nervi e muscoli per sfruttare le proprietà fisiche delle gambe, che funzionano come pendoli.

Per fare tutto questo ci vuole una continua comunicazione fra corpo e cervello, un fattore fondamentale che viene a mancare a chi in guerra, per un tumore o un incidente, perde un arto.

I recenti progressi nelle protesi di ultima generazione come quelle in fibra di carbonio che hanno reso famoso l'ex velocista sudafricano Oscar Pistorius permettono libertà di movimento prima impensabili.

La sensibilità che restituiscono, per quanto sempre più elevata, non è però più la stessa di prima.