Restituire il tatto a chi ha perso un arto superiore: un obiettivo che fino a pochi anni fa sembrava appartenere alla fantascienza. Oggi, invece, diversi gruppi di ricerca negli Stati Uniti, in Svezia e anche in Italia stanno conducendo studi e sperimentazioni su protesi bioniche che sono in fase avanzata. L'ultima, a Cleveland (Usa) coinvolgerà dodici persone amputate. Grazie a un finanziamento da 9,9 milioni di dollari del Dipartimento della Difesa statunitense, i ricercatori della Case Western Reserve University e del Louis Stokes Cleveland Department of Veterans Affairs Medical Center testeranno nei prossimi quattro anni la protesi iSens, una neuroprotesi in grado di restituire il senso del tatto attraverso segnali nervosi.
Una mano bionica in grado di restituire il senso del tatto: negli Usa parte una sperimentazione su 12 pazienti amputati
Negli Stati Uniti, i ricercatori della Case Western Reserve University hanno ottenuto un finanziamento di 9,9 milioni di dollari per provare la validità di una nuova neuroprotesi sensoriale. La sperimentazione partirà nel 2026 e durerà 18 mesi. Anche l’Italia, con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e l’IIT, è in corsa con una tecnologia parallela






