''Delusione'' per l'accanimento, dispiacere per qualcosa che ha vissuto ''come una vera violenza'', ma anche la forza di usare la sua vicenda come esempio per chi è più debole e si trova una pistola - social o mediatica che sia - puntata.

Raoul Bova ora, a Silvia Toffanin che lo intervista a Verissimo per la prima volta dopo un'estate di bufera mediatica per le sue vicende private: ''è come quando uno va al tappeto, poi come i pugili si rialzano, guardano la vita in faccia con la stessa passione''.

''In realtà è stato un momento particolarmente intenso che ho dovuto elaborare, inizialmente non capivo la gravità di quello che stava succedendo - ha raccontato Bova -, non ho accettato le minacce e un tentativo di estorsione l'ho rispedito al mittente, dicendo che non mi piegavo alle minacce, che non avevo nulla da nascondere''. Bova spiega che crede nella giustizia, ''e bisognerebbe cercare di avere un intervento più immediato'' ma dire no nella consapevolezza che ''chi tenta di farlo non lo farà solo una volta e diventa un incubo, caderci è l'inizio della fine, bisogna andare in giro a testa alta se sei convinto di esserti comportato nel migliore dei modi, il giudice più importante è lo specchio. Io vado in giro a testa alta. Chi mi conosce non giudica e rispetta le mie decisioni''.