Si è tolto la vita nella sua cameretta utilizzando la cordicella di una trottola lo scorso 10 settembre. All'origine della tragedia di Paolo, 15 anni originario di Santi Cosma e Damiano in provincia di Latina, una persecuzione senza tregua da parte di un gruppo di coetanei. E la colpa, secondo i suoi familiari è anche di chi avrebbe dovuto proteggerlo ma che non lo ha fatto, perché non ha raccolto le numerose richieste di aiuto. Lo dice chiaro e forte il fratello del ragazzino, una una lettera inviata al ministro dell'Istruzione, Giuseppe Valditara, alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni e a papa Leone XIV.

A scuola di Valerio, il ragazzino precipitato dal decimo piano: “Qui il bullismo non esiste”

di Giulia Marziali

06 Dicembre 2024

"Mio fratello si è ucciso per colpa dei bulli che lo perseguitavano" accusa Ivan Roberto. "Questa tragedia non rappresenta un caso isolato. Numerosi altri ragazzi hanno trovato la morte per le stesse ragioni. Ogni episodio rimasto senza risposte adeguate è un fallimento che pesa non solo sulle famiglie colpite, ma sull'intera società. Chiedo che la morte di mio fratello e delle altre vittime non venga relegata nell'ombra e che vengano adottati con urgenza provvedimenti concreti e incisivi per contrastare il fenomeno del bullismo nelle scuole italiane. E indispensabile promuovere una cultura della prevenzione, della responsabilità e del rispetto. Conclude il giovane.