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Se non fosse stato per Braccio di Ferro, oggi non saremmo qui a festeggiare i 40 anni di Super Mario Bros., il videogioco che diede più fama a quello che all’epoca non era altro che un piccolo grumo di pixel colorati. Rappresentava un idraulico ed era stato inventato qualche anno prima per superare un problema di diritti, visto che Nintendo faticava a rimediare una licenza per usare Braccio di Ferro. In pochi anni Super Mario Bros. sarebbe diventato uno dei videogiochi più giocati e apprezzati al mondo, il capostipite di una ricca serie di sequel, ma anche l’ispirazione per cartoni animati, giocattoli, magliette, accessori di ogni tipo, nonché la causa dei calli sulle dita di milioni di persone impegnate a risolverne a ripetizione i suoi livelli sempre più difficili.

Super Mario Bros. non fu solo uno dei più grandi successi nella storia dei videogiochi, con milioni di copie vendute in tutto il mondo in pochi anni. Contribuì enormemente alla diffusione del Nintendo Entertainment System, la console che più di altre rese popolare l’idea di usare i videogiochi in casa e non necessariamente nelle sale giochi, ancora molto diffuse all’epoca. Si poteva giocare davanti al televisore per conto proprio, oppure insieme ad altre persone per sfidarsi o semplicemente per rendere condivisa l’avventura attraverso livelli sempre più difficili fino al mostro finale. Una sorta di Twitch ante litteram confinata tra le mura domestiche e senza Internet.