MESTRE (VENEZIA) - «Ricordo di non essere mai stato invitato a fare un dibattito serio al Festival della Politica. Lo dicono sempre, ma poi mi trovo a fare solo il saluto inaugurale: nessun dibattito vero, perché non si vuole ascoltare, si dà fastidio. Ma io continuerò a fare in modo che le persone si comportino così, perché sono convinto che chi ha idee diverse dalle mie possa esprimerle». Così il sindaco Luigi Brugnaro si è espresso ieri a margine della presentazione del Premio Mestre di Pittura al Centro Candiani, visto che anche quest'anno gli era arrivato l'invito (poi declinato) per il taglio del nastro del Festival. E, in vista delle prossime elezioni comunali, non si è sbilanciato sul suo possibile "erede", ha ribadito che si difenderà nell'inchiesta Palude, probabilmente per "riaffacciarsi" in un secondo momento.
Inizia la scuola, l'augurio del sindaco Brugnaro agli studenti: «Imparate, studiate perché avremo bisogno di voi». VIDEO
«La politica è una cosa che mi piace conferma il primo cittadino , l'ho sempre fatta anche se non ho mai partecipato alle riunioni di partito. Sono diventato sindaco perché credevo che la città ne avesse bisogno. Se qualcuno mi chiede cosa farò domani, rispondo che mi occuperò di difendermi perché è stato leso il mio onore». A proposito della sanzione di 10mila euro che il Garante per la protezione dei dati personali ha inflitto al Comune in merito alla gestione della raccolta dati legata al contributo d'accesso, Brugnaro ha confermato che lo sapeva: «Noi abbiamo collaborato con il Garante ha precisato -. Si tratta di una sanzione simbolica perché, mentre un ragazzo inseriva i dati in un computer davanti alla stazione, qualcuno sbirciava le informazioni digitate: non c'è nessuno scandalo, continueremo a collaborare con il Garante perché sono convinto che la privacy va tutelata».







