Per il Festival Verdi 2025 un riconoscimento prestigioso come la Medaglia del Presidente della Repubblica non rappresenta semplicemente l’occasione per celebrare, con la solennità e la visibilità del caso, la 25a edizione della manifestazione, con annesso decennale del programma collaterale Verdi Off. Costituisce soprattutto l’avallo d’un ruolo e di una funzione che il Festival si è attribuito e ha assolto con ammirevole determinazione nel primo quarto di questo millennio: farsi carico della valorizzazione internazionale del patrimonio e dell’eredità verdiana. Compito non da poco: certo, il compositore celebrato è un evergreen (si perdonerà il gioco di parole), ma la concorrenza di istituzioni titolate in Italia e nel mondo non manca.

Il segreto del Festival sta nell’aver individuato una chiave nel proporre Verdi ad appassionati, esperti e nuove generazioni, e nel mantenersi fedele a tale cifra interpretativa. Cifra che consiste nella missione di restituire la musica del Bussetano con rigorosa accuratezza filologica e scientifica, mirando a proporre nei propri allestimenti la massima fedeltà possibile al dettato originale. Un abito di autenticità alla lettera delle partiture che s’intreccia alla sfida di riproporre lo spirito verdiano in termini aggiornati e perfino provocatori, nella leggerezza di sguardi innovativi, per il tramite delle iniziative di Verdi Off. L’intento, unitario, è la promozione di una conoscenza più profonda e dunque di un apprezzamento più pieno di un patrimonio culturale formidabile e più che mai vitale.