“Il problema non sono i grattacieli, il problema è la distanza che c'è tra la cima dei grattacieli e ciò che sta sotto, al piano stradale”. Sul palco della festa dell’Unità al Corvetto sabato sera è salito Mario Calabresi, fondatore di Chora Media, ex direttore di Stampa e Repubblica, figlio del commissario Luigi Calabresi, ucciso da un commando di terroristi di estrema sinistra nel 1972. Negli ultimi mesi il suo nome è stato tra i citati dalle voci di corridoio nella rosa di nomi provenienti dalla società civile come candidato sindaco del centrosinistra. Anche se conferme ufficiali non sono mai arrivate.
“Ciao politica, come stai?” è il titolo del dibattito a cui Calabresi ha preso parte insieme a Marco Damilano e Giorgia Serughetti. Dalla politica internazionale alle questioni di genere, sono stati diversi i temi sul tavolo. Verso la fine del dialogo agli ospiti è stata fatta anche una domanda sulla città di Milano. “Le città – ha risposto Calabresi – restano luoghi in cui governano le sinistre in gran parte d'Europa perché sono i luoghi più dinamici. A Milano c’è gente che arriva e gente che se ne va, ma il saldo rimane sempre positivo. Chi arriva è in cerca di opportunità: viene a studiare, a trovare lavoro, perché pensa che qui potrà fare cose che non riesce a fare in altri posti in Italia. Chi viene, cerca cambiamento, dinamicità, è interessato a un'agenda progressista”.








