Caro Calenda, le scrivo questa cartolina perché la vedo dappertutto e non potevo accettare che non fosse anche qui. Da sempre prezzemolino acido della politica, negli ultimi tempi ha accentuato ancor di più il suo frenetico attivismo: stasera, per dire, è in scena a Napoli (con Gentiloni), domani a Bologna (con Prodi), mercoledì a Genova (con Silvia Salis). Quasi una campagna elettorale anticipata, seppur mascherata dietro la presentazione del libro. Che s’intitola: Difendere la libertà, ma si traduce: Difendere il seggio. Far politica, si sa, è un impegno molto duro. Ma è pur sempre meglio che lavorare.

Andrea Presti prende il telefonino e pubblica su Instagram un video in cui si pesa: 134 chili, decreta la bilancia. «Il Mister Olympia si terrà a settembre», sorride lui, 38 anni di vigore «orgogliosamente camuno» su una struttura di circa 1 metro e ottanta.

Se l’aspettava?

«No, ovviamente. Venivamo da una campagna referendaria molto faticosa, di cui siamo stati i più convinti sostenitori. Per mesi mi sono concentrato sulla riforma della giustizia».

«Il mondo politico ha una responsabilità centrale, che è quella di guardare su orizzonti lontani di medio e lungo periodo». Luigi Campiglio, economista di lungo corso e già docente all’Università Cattolica di Milano, di crisi economiche ne ha viste tante.