La cautela è d’obbligo per tutti. Schlein: «Metteremo anzitutto avanti la costruzione della coalizione progressista più ampia e determinata per vincere le prossime elezioni poi valuteremo». Sala: «Penso sia una buona candidatura. Certo, deve passare da fare il giornalista e le analisi a proporre cose concrete». Ma, a conti fatti, l’intervento di Mario Calabresi di venerdì sera al format promosso dall’europarlamentare dem Pierfrancesco Maran “Milano ti ascolto” e la discesa in campo con il popolo della sinistra “No Ice” e “No Meloni” nella piazza milanese di ieri è apparsa a tutti un’investitura piena. Soggetto: appunto l’ex direttore della Stampa. Tema: candidato sindaco in pectore dei Dem.

Sia chiaro, i giochi sono ancora aperti, anzi si dovrà attendere la conclusione di quelli olimpici per capire come stanno le cose nel centrosinistra. Ma ci sarebbe una parte del partito che ci crede eccome. In campo restano per ora i nomi noti: l’eterno candidato Pierfrancesco Majorino, che da anni smania per governare la città o la regione e vive un’eterna campagna elettorale; la vicesindaco Anna Scavuzzo, attualmente volto dell’Urbanistica e del nodo San Siro, ambiziosa (dicono) e particolarmente ispirata dalla possibilità di ricoprire il ruolo di protagonista dopo anni da vice; e per finire l’attuale assessore al Bilancio, Emmanuel Conte, vera sorpresa di questa amministrazione e fase politica perché è l’uomo che ha aggiustato i conti del Comune (era sotto di 200 milioni nel 2022 e lui è riuscito a tappare il buco e a chiudere quest’anno con 500 milioni in più) e gode del sostegno pieno di Sala che lo ha definito «bravissimo» con un entusiasmo mai visto sulla faccia del sindaco.