E’ stato, per anni, un evento riservato a pochi, veri, grandi cultori. Poi è cresciuto, rimanendo nell’ambito degli eventi di qualità. Il Sole Luna, uno dei primi festival italiani dedicati al cinema del reale (il primo in Sicilia e nel Centro Sud) che inaugura lunedì 15 settembre la sua ventesima edizione, oggi si propone come punto di riferimento anche per lo spirito che porta avanti in questi tempi difficili: raccontare i popoli, favorirne attraverso la cultura l’amicizia e la pace. Una crescita garantita soprattutto dai giovani nonostante il focus impegnativo della rassegna: diritti sociali, diritti umani, minoranze, dialogo tra popoli, accoglienza, ambiente.
Basta leggere, sul sito internet, qual è l’obiettivo dell’associazione “Sole Luna – Un ponte tra le culture” che organizza il festival ma non solo (organizza anche mostre, incontri culturali, e lezioni agli studenti delle scuole sul linguaggio audiovisivo): avviare processi di amicizia e interscambio tra popoli indirizzando principalmente le sue attività alle giovani generazioni. Così, il ventesimo compleanno, è un momento per fare un bilancio di ciò che è stata l’attività e soprattutto dell’impatto che questa attività ha avuto e può continuare ad avere nell’ambito di quello che possiamo definire sistema dell’economia culturale del capoluogo siciliano. Perché c’è un dato culturale vero e proprio, che è indiscutibile. Ma ci sono anche altri elementi che fanno parte della storia e, ormai, del patrimonio materiale di questo Festival e dunque della città.






