Roma, 28 apr. (askanews) – Torna a Roma, per la sua diciannovesima edizione, il Festival Internazionale della Cinematografia Sociale Tulipani di Seta Nera, presieduto da Diego Righini e diretto da Paola Tassone. L’appuntamento è dal 7 al 10 maggio presso il The Space Cinema Moderno di Roma, per quattro giornate di proiezioni, incontri e occasioni di confronto dedicate al cinema che racconta il sociale.
Un Festival che, nel corso degli anni, ha saputo evolversi ampliando il proprio sguardo sul mondo, portando sul grande schermo storie spesso invisibili ma profondamente necessarie. Al centro, la volontà di esplorare la complessità dell’esperienza umana attraverso il linguaggio universale del cinema.
Sono oltre settanta le opere in programma tra Cortometraggi, Documentari e #SocialClip. Un’edizione che mette al centro le persone, nella loro unicità e nelle molteplici esperienze di vita, valorizzando pluralità di contesti e prospettive. I titoli selezionati, provenienti da tutto il mondo, affrontano temi di grande attualità come legalità, inclusione, disagio giovanile, violenza di genere, sicurezza sul lavoro e sostenibilità.
“Tulipani di Seta Nera è un Festival che ha saputo anticipare il cambiamento, portando sullo schermo temi sociali prima che diventassero centrali nel dibattito pubblico e istituzionale – ha dichiarato il presidente Diego Righini. Ogni edizione rappresenta una fotografia del presente: uno spazio in cui il cinema dà voce a realtà spesso invisibili e interpreta le urgenze del nostro tempo. Attraverso le storie raccontate, promuoviamo uno sguardo più consapevole, inclusivo e partecipe, capace di generare emozione e riflessione. È nel racconto, infatti, che risiede la possibilità di una reale evoluzione culturale. Oggi, i conflitti in Ucraina e in Iran, insieme alle conseguenze economiche che ne derivano, impongono ai governi europei – e quindi anche a quello italiano di Giorgia Meloni – una rinnovata attenzione verso le fasce più fragili della società. In questo contesto, la nostra rassegna si fa interprete del presente, raccontando attraverso il cinema ciò di cui c’è concretamente bisogno e offrendo uno sguardo capace di orientare il cambiamento”.






