Stagione nuova , lamenti vecchi. Ora Sarri è tornato davvero. Troppo calmo («halmo» come dice lui con la c aspirata), troppo poco pungente, troppo uniformato al sistema per tutto agosto. Poi, la sosta delle nazionali, giocatori che tornano rotti o spremuti ed ecco montare la protesta del demiurgo toscano che della lotta ai poteri forti del calcio ha fatto un vero e proprio marchio di fabbrica. E per fortuna che non ci sono le coppe in mezzo alla settimana a creare ulteriori problemi al suo gruppo perché altrimenti sarebbe stato davvero dura.
Già, così, però, sono arrivate le prime lamentele per un calendario pieno di impegni per i giocatori che danneggia i club. Come dargli torto, nel merito non c’è una sola parola sbagliata, non c’è una causa con suffragata da fatti evidenti. Come quella dei calciatori africani, nel caso specifico Dia e Dele-Bashiru, due colonne della sua Lazio in costruzione. Ebbene, sono tornati a Formello dopo dodici giorni con le rispettive nazionale del Senegal e della Nigeria, affaticati, da viaggi di sedici ore, storditi dai fusi orari. Il problema è diffuso tra tutte le squadre di Serie A e non solo ma come si può permettere alla Federazione Africana di fare la loro coppa continentale nel pieno dei vari campionati a dicembre? Bah. La Lazio ne perderà due, c’è chi sta peggio e a Formello si incrociano le dita per Belahyane che il Marocco corteggia da tempo. Almeno un mese staranno via, se va bene, condizionando le scelte biancocelesti e in parte quelle future quando si dovrà riflettere cento volte prima di prendere giocatori africani.







