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Prevost chiede un'ecologia che non sia adoratrice della natura. Un cambio di passo rispetto a Francesco che lodò la Thunberg e aprì le porte alla Pachamama

Quattro mesi dopo la sua elezione, Leone XIV sta dimostando uno stile di governo personale senza però troppe rotture con il pontificato di Francesco. Lo si è visto due giorni fa nel videomessaggio inviato alla presentazione della candidatura del progetto “Gesti dell’accoglienza”, di Lampedusa, a patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. Prevost ha ringraziato quanti si adoperano sull'isola siciliana per l'accoglienza a "persone sopravvissute nel loro viaggio disperato di speranza" e ha lodato questo luogo perché riesce a puntare i vari sui "provvedimenti ingiusti" contro i migranti. Toni e contenuti che rievocano il magistero del suo predecessore. Non solo: Leone XIV ha anche detto che il saluto fatto via video vorrebbe farlo "presto in presenza, di persona". Parole che sembrano annunciare una prossima visita a Lampedusa proprio sulle orme di Bergoglio che qui fece il suo primo viaggio da Papa. Nonostante questa continuità, il Pontefice statunitense non disdegna di mettere ordine su alcuni dossier che Francesco aveva affrontato con più disinvoltura, a volte generando anche confusione.