“Le Civiche Venete - Per Manildo Presidente” è il nome della lista presentata ieri mattina a Vicenza a sostegno del candidato presidente del centrosinistra. “Gemmata” dalla componente politica “Veneto Vale” dello speaker dell’opposizione in consiglio regionale Arturo Lorenzoni, la lista non avrà bisogno di raccogliere le firme per partecipare alle elezioni regionali di fine novembre. Si tratta di una delle sei formazioni - con Pd, Avs, M5s, Volt Europa e il raggruppamento che dovrebbe mettere assieme Azione, Italia Viva e +Europa - a sostegno dell’ex sindaco di Treviso. Come il Pd - e forse anche Alleanza Verdi e Sinistra - la lista “Le Civiche Venete” indicherà il nome di Manildo nel simbolo. Non lo farà, invece, il Movimento 5 Stelle per via di una decisione assunta a livello centrale. In compenso i pentastellati sono alle prese con il nuovo Codice Etico e il nuovo Statuto entrati in vigore lo scorso 23 giugno: il rischio è di non riuscire a presentare liste complete.
Come dice il nome, “Le Civiche Venete” sarà la lista dei civici e, soprattutto, di quelli che non si sono fatti incantare dalle sirene dei partiti. A Vicenza c’erano Manuel Remonato e Gianfranco Cipresso per È il momento di Bassano del Grappa, Aldo D’Achille per Impegno per il Bene Comune di Rovigo, Beatrice Verzè per Traguardi di Verona, Caterina Dozzo consigliera comunale di Treviso, Maria Buoso, Francesco Sardo Infirri e Ilaria Taurino per Treviso Civica, Rossella Cendron sindaca di Silea, Marco Gasparinetti per Terra e Acqua di Venezia, il consigliere regionale padovano Arturo Lorenzoni, Giorgio Maschietto e Giorgio Maschietto per Città Insieme di San Donà di Piave, Elia Pizzolato e Giovanni Menegato per Civici per Vicenza (che avrà come candidata anche Michela Meggiolaro), Andrea Canil per Asolo. Oltre a condividere l’obiettivo di Manildo di puntare a un «Veneto non di uno, ma di tutti e di tutte», sono stati sottolineati i temi centrali del programma: scuola pubblica e sanità pubblica, i giovani con i problemi della casa e dei trasporti, ma soprattutto la consapevolezza che per rispondere alle domande dei cittadini - a partire dalle lamentele sulle liste d’attesa - bisogna “entrare” in Regione perché i Comuni da soli nulla possono. Lorenzoni si è detto ottimista: «Questa lista sarà una bella sorpresa». E Manildo: «Voi civici potete generare entusiasmo».






