Il primo candidato presidente alla Regione a ufficializzare la candidatura. Il primo ad avere già pronte diverse liste a suo sostegno, candidati consiglieri già in corsa. E forse il primo per numero di liste nella coalizione di centrosinistra: si lavora a sette simboli sulla scheda elettorale per Giovanni Manildo. Nel 2020, entrambe le coalizioni avevano cinque liste (rispettivamente, presero un complessivo 77% il centrodestra e 16,4% il centrosinistra). Il raggruppamento manildiano quest’anno punta in alto moltiplicando liste è candidati: è quindi composto dalle già note Partito Democratico, Alleanza Verdi Sinistra, Movimento 5 Stelle, Volt Europa e Le Civiche; a queste si aggiungeranno, pare in tempi brevi, Casa Riformista, creatura di Matteo Renzi, e un’altra civica di area centrista, con tanta società civile, nomi del mondo dell’università, della cultura, delle imprese, e nella quale con buone probabilità troverà posto Azione, dalla quale si attende solo l’ufficialità. «Sono felice del fatto che la coalizione, che era già la più ampia mai vista, si sia rivelata espansiva, carica di energie, ricca di movimenti e portatori d’interesse – commenta Manildo -. Le forze riformiste e moderate ci guardano con interesse. Quella che mi ha indicato come candidato era già una squadra forte fin dall’inizio, con i fondatori che per un anno e mezzo hanno lavorato al progetto, unendo anche chi prima faceva una corsa a sé. Ora siamo tutti uniti e il dialogo continua con Azione e le forze liberali».