PADOVA - La prima in casa del Calcio Padova, di fronte ad un Euganeo gremito e carico di entusiasmo, non è fortunata. Ad esultare infatti è il Frosinone che grazie al gol di Bracaglia allunga la sua striscia positiva, conserva la vetta della classifica e mantiene la porta inviolata. Luci e ombre nella prestazione dei biancoscudati che sullo 0-0 sono andati per due volte vicini al vantaggio con Varas. Preso il gol nel momento migliore la squadra ha invece faticato a reagire in maniera incisiva, scoprendo il fianco alle ripartenze degli avversari. Solo nel finale, quando Andreoletti ha rischiato il tutto per tutto, il Padova è tornato ad affacciarsi con pericolosità nell’area avversaria fino all’episodio del rigore prima assegnato e poi revocato dall’arbitro dopo l’intervento del Var. Una sconfitta che brucia, ma che va accettata con lucidità per lavorare ancora di più e meglio sui difetti da correggere.
Andreoletti si affida per la prima volta alle due punte e schiera Lasagna al fianco di Bortolussi; al posto dello squalificato Fusi sceglie il giovane Harder mentre in cabina di regia lancia Crisetig dopo che Baselli ha accusato un leggero problema fisico durante il riscaldamento. Marchio di fabbrica del tecnico biancoscudato anche l’inversione di fascia tra i due quinti: il mancino Barreca agisce a destra e Capelli sulla corsia opposta. È 4-2-3-1 per l’imbattuto Frosinone che parte meglio e prova subito a minacciare la porta di Fortin. Ma il primo squillo è targato Padova: un’indecisione dei due centrali difensivi libera al tiro Varas il cui sinistro angolato è sventato dal portiere. Brividi per Palmisani anche su una velenosa conclusione dal limite di Faedo. A mantenere l’iniziativa sono gli ospiti: in queste fasi spicca l’ex granata Masciangelo che si muove bene tra le linee ed è sempre pronto a dare supporto alla manovra offensiva dei compagni. Positivo anche l’impatto di Kone che dopo una ventina di minuti rimpiazza l’infortunato Gelli. Attenti a chiudere gli spazi i biancoscudati che appena entrano in possesso del pallone non esitano a verticalizzare la giocata alla ricerca della profondità. È ancora duello tra Varas e Palmisani: l’ecuadoregno sguscia via dentro l’area e cerca il primo palo, pronti i riflessi del portiere che allunga il guantone e disinnesca il pericolo.







