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Durante il processo per omicidio il racconto delle torture subite dalla giovane milanese: la sorella del fidanzato deceduto la avrebbe marchiata a fuoco con le proprie iniziali
Sarebbe stata marchiata a fuoco con le iniziali B.V. Marzia Capezzuti. Quella che finora era un’accusa trapelata solo attraverso l’informazione è divenuta ora il contenuto di una delle testimonianze al processo per l’omicidio della giovane milanese, avvenuta nella notte prima del suo 29esimo compleanno, tra il 7 e l’8 marzo 2022.
Le iniziali sarebbero quelle di Barbara Vacchiano, sorella del fidanzato di Capezzuti Alessandro, deceduto nel 2017. Vacchiano è imputata insieme al compagno Damiano Noschese, mentre il figlio minorenne della coppia - ovvero colui che ha raccontato l’omicidio alla sorella in videochiamata, sorella che si sarebbe rivolta agli inquirenti, dando impulso alle indagini - è stato condannato a 16 anni in primo grado, ridotti a 10 in appello. Ma al processo per omicidio non si parla solo di questo, ma anche dei presunti maltrattamenti e torture subiti dalla vittima.






