Il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha inaugurato la Fiera del Levante con un discorso che ha spaziato tra molti temi, a cavallo tra storia e attualità: dall’orgoglio di aver lavorato con Michele Emiliano, al Pnrr, ai momenti di sconforto durante l’inchiesta Codice Interno, fino all’augurio di una buona navigazione alla Global Sumud Flotilla.

“Un rito collettivo che scandisce il tempo della nostra comunità, ne racconta la storia e ne interpreta le ambizioni”, così ha definito la Fiera, giunta quest’anno all’ottantottesima edizione. Una “storia”, quella della Fiera, data per spacciata dai detrattori, eppure ancora presente, “ad attirare l’attenzione sul Mezzogiorno”.

Una storia per la quale non ha mancato di ringraziare uno dei “principali artefici”, ovvero Michele Emiliano, presente sul palco. Parole che hanno scatenato un lungo applauso da parte della platea per il presidente uscente della Puglia, che oggi ha tenuto il suo ultimo discorso. “Insieme abbiamo riscritto il nostro destino, e da terra di periferia siamo diventati centro di innovazione e di crescita” ha concluso, dicendosi orgoglioso del cammino fatto insieme.

Una storia, quella di Bari, fatta di simboli. E ripensando a quei simboli, dice, “non posso non pensare alla caravella, alle sue vele spiegate che simboleggiano un percorso di scoperte e mondi che dialogano”. Le vele diventano un pretesto per augurare “buon vento alla Flotilla”. Caravella che è anche il simbolo della Fiera.