«Siamo sereni. Abbiamo superato un altro scoglio, però il finale è tutto ancora da scrivere». A parlare è Alex Schwazer, intervenuto ieri, venerdì 12 settembre, all’Eurac di Bolzano al Global Forum poche ore dopo che l’apertura di un procedimento da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) ha riacceso le speranze sul suo lunghissimo contenzioso giudiziario in seguito all’accusa di doping. La notizia, emersa sempre ieri, riguarda la decisione della Cedu che, con un provvedimento datato 21 agosto ma appena depositato, ha aperto ufficialmente un procedimento contro il governo svizzero. La ragione è il ricorso presentato nel 2022 dal marciatore e dal suo legale in seguito al rifiuto del tribunale federale elvetico di concedere la revisione del lodo arbitrale del Tas, il Tribunale Arbitrale dello Sport, del 30 gennaio 2017. Un’istanza depositata dopo che la giustizia italiana aveva archiviato il procedimento penale a carico di Schwazer «per non aver commesso il fatto». Nonostante questo la sentenza del Tas, invece, aveva confermato la sua colpevolezza infliggendogli una squalifica di otto anni.