Il Pd pisano non trova pace. Dopo la sospensione del congresso per irregolarità, a cui è seguito il commissariamento con l’azzeramento di tutti i vertici, un altro caso incendia un comune del circondario: Pontedera.

Poco meno di 30mila abitanti, è il luogo dove è nata la Piaggio e la mitica Vespa. Negli annali del Pd, però, verrà ricordata per un altro fatto: la sospensione in massa dei suoi dirigenti. Una cosa da guinnes dei primati. In un giorno, infatti, si sono autosospesi dal Pd tutti i componenti della giunta comunale, gli ex sindaci, l’intero gruppo in consiglio comunale, tutti i segretari dei circoli, 9 componenti su 11 della segreteria dem, la maggior parte dei membri dell’assemblea comunale e, per finire, è stata sospesa la festa del circolo Fuori del Ponte, sezione storica di Pontedera. Doveva iniziare mercoledì sera. Era tutto pronto. Cancellata.

La rivolta è avvenuta per l’esclusione di una assessora del Comune, Sonia Luca, dalla lista del Pd alle elezioni regionali, dopo che tutto il gruppo dirigente del paese aveva indicato lei. Per capire la reazione, però, bisogna riavvolgere il nastro a due mesi fa, quando, per le innumerevoli violazioni che si erano registrate durante le fasi del congresso comunale - denunciate dai riformisti dem - si era sospesa la procedura e il Pd pisano, per decisione romana, era stato commissariato. Viene mandato Vinicio Peluffo il quale, oltre a mettere ordine nel pasticcio congressuale, deve anche definire la lista per le elezioni regionali ormai prossime.