Tanti ricci, tanti capricci; è un antico proverbio scherzoso, come se una chioma ingarbugliata riflettesse una personalità complicata. Un solo Ricci, tanti pasticci; questa invece è la realtà dello spelacchiato Matteo, ex sindaco di Pesaro emigrato all’europarlamento ma dopo un solo anno già stanco (anche lui fa i capricci?) e ansioso di tornare a casa al punto da correre per la presidenza della Regione Marche, sostenuto dalla sinistra unita. Si sa che le candidature attirano i fari dell’opinione pubblica, della stampa, talvolta della magistratura. In effetti, da che l’esponente del Pd è ridisceso in campo, non passa settimana che non spunti qualcosa, e non ci riferiamo solo all’inchiesta che lo vede indagato per concorso in corruzione insieme ad alcuni suoi ex uomini di fiducia e a collaboratori vicini.
Ieri, per esempio, il sindaco di Mombaroccio, Emanuele Petrucci, in lista con Forza Italia per il Consiglio Regionale, ha presentato una denuncia alla Corte dei Conti sull’attribuzione a Ricci, per cinque anni e a titolo gratuito, della Sala dei Mosaici, una delle più belle del Palazzo della Provincia, che l’onorevole ha deciso di adibire a proprio ufficio. L’ex sindaco aveva preso carta e penna perché l’ambiente gli fosse dato in affitto ma Giuseppe Paolini, il presidente della Provincia, suo sodale e compagno di partito, primo cittadino a Isola del Piano, il paese del papà di Matteo, ha voluto fargli un mezzo regalo. Poiché la sala, da regolamento, non può essere data in affitto come un immobile qualsiasi, ha pensato bene di dargliela in concessione, al prezzo di duecento euro al mese, da pagare come rimborso spese delle utenze.






