Il mercato delle fragranze fuori produzione sta raggiungendo cifre da capogiro tra nostalgia, crisi di mezza età e collezionismo
di Paola Rondina
L’ennesimo effetto nostalgia spinto dal desiderio dei neo-quarantenni di tornare ai bei tempi andati? Oppure una bolla speculativa astutamente alimentata sull’onda del successo delle fragranze degli ultimi anni? O ancora potrebbe essere una questione di sicurezza? Stiamo parlando dei profumi fuori produzione, boccette esclusive – se non totalmente indisponibili – sempre più desiderate. In un mercato europeo e nord americano dove la normativa sull’utilizzo di determinate sostanze è sempre più stringente, alcune di esse sono state bandite dall’utilizzo in prodotti a uso umano. Questo ha portato a due diverse soluzioni: da un lato la cessazione della produzione di determinati profumi, dall’altro la riformulazione con materie prime, sicure, quanto più simili alle originali. Ma i risultati non sempre sono stati soddisfacenti. Queste le possibili cause che, in parte, spiegano il successo di vendita delle fragranze vintage e fuori produzione: un giro d’affari che sta registrando cifre da capogiro e una crescita esponenziale, talmente ragguardevole, che perfino il Financial Times ci ha dedicato un articolo.







