Continua a marciare il mercato della profumeria artistica, una nicchia che negli ultimi tre anni si è mostrata solida di fronte alla congiuntura difficile, confermando la sua caratteristica anticiclica. Lo certifica l’Osservatorio istituito dal salone Fragranze sulla profumeria artistica, organizzato da Pitti Immagine e in corso alla Stazione Leopolda di Firenze (espongono 230 marchi, per il 75% esteri) fino al 14 settembre.
«Il desiderio di bellezza e distinzione personale rappresenta un bene rifugio durante i periodi di incertezza economica» spiega l’economista Marco Ricchetti che per l’Osservatorio ha condotto un’analisi sull’evoluzione del settore negli ultimi anni, intervistando 46 tra marchi e distributori presenti al salone fiorentino e analizzando i bilanci di un centinaio di brand provenienti da otto Paesi europei (con un fatturato aggregato di oltre 1,2 miliardi di euro).
Nel 2025 il 40% degli intervistati registra una forte crescita dei ricavi, il 26% una crescita moderata e solo il 5% indica una contrazione delle vendite. Il 2025 segue due anni brillanti, con fatturati che – basandosi sull’analisi del campione internazionale – sono cresciuti in media del 10% nel 2023 e del 10,6% nel 2024. Le previsioni per il prossimo anno sono ancora più incoraggianti: il 53% degli intervistati si aspetta una forte crescita nel 2026 e il 33% una crescita moderata. Nessuno prevede contrazioni.







