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Ultimo aggiornamento: 19:32

Si chiama paga globale, suona anche bene, invece è la nuova frontiera dello sfruttamento. Aggirando i contratti nazionali di lavoro, il sistema prevede un (modesto) forfait che non tiene conto di straordinari, notti, festivi… Nel silenzio generale, a Venezia è in corso un processo contro numerosi dirigenti Fincantieri, colosso per di più pubblico, controllato da Cassa depositi e prestiti, che a Marghera utilizza in modo massiccio manodopera “esternalizzata”, in prevalenza immigrati bangladesi, retribuiti fra i 5 e i 7 euro l’ora con questo meccanismo. Per costruire, fra l’altro, lussuose navi da crociera.

Parte da qui, con un lungo reportage di Federico Rigamonti e Sofia Gastaldo, il viaggio nel “lavoro sporco” proposto da Millennium, il mensile diretto da Peter Gomez, nel numero in edicola da sabato 13 settembre e in libreria da venerdì 19 (trova qui il punto vendita più comodo per te), quando sarà acquistabile anche sugli store online. Il paradosso dello Stato sfruttatore non è isolato, come racconta Filippo Poltronieri entrando nel meccanismo degli appalti Consip per musei e biblioteche.

Sono gli effetti di quattro decenni in cui, con rare eccezioni, ogni riforma del lavoro ha tagliato diritti e retribuzioni, da destra e da sinistra. Lo mostra un’infografica, introdotta da Chiara Brusini e accompagnata da un’analisi di Salvatore Cannavò, che inizia con la scala mobile di Craxi e finisce col decreto lavoro di Meloni.