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Ultimo aggiornamento: 8:12
Il 2026 segna una svolta per la busta paga dei lavoratori, con l’introduzione di un pacchetto di flat tax mirate e una revisione dell’Irpef che punta a rendere il netto mensile più pesante. La manovra 2026 agisce su più fronti: dagli aumenti contrattuali agli straordinari, fino ai premi di produzione, introducendo regimi di tassazione sostitutiva che variano dall’1% al 15%.
Tuttavia, il beneficio non arriva per tutti allo stesso modo: mentre per la maggior parte dei dipendenti privati l’aumento è automatico e immediato nel cedolino, per altre categorie – come chi è senza sostituto d’imposta – il vantaggio fiscale si concretizzerà solo con la dichiarazione dei redditi. Capire come queste percentuali si intrecciano con il proprio reddito è fondamentale per evitare sorprese e pianificare correttamente il proprio bilancio familiare.
L’applicazione della flat tax al 5% sugli aumenti derivanti dai rinnovi dei CCNL è un meccanismo studiato per essere fluido e quasi “invisibile” nel cedolino. Se il reddito complessivo del lavoratore, nel corso del 2025, non ha superato la soglia dei 33.000 euro, il beneficio fiscale scatta in modo automatico direttamente in busta paga, senza che sia necessario presentare dei moduli o inoltrare delle richieste formali all’azienda.






