Il numero delle sottoscrizioni è imponente. E certifica il successo di un’iniziativa che ha come obiettivo bloccare l’iter per l’ampliamento del filobus a Lecce tramite un referendum abrogativo. Sono state ben 7274 le firme raccolte dal Comitato nato nei mesi scorsi e che ha convogliato a sé cittadini, movimenti e associazioni oltre a schieramenti e appartenenze politiche. Nella mattinata di venerdì 12 settembre, i fogli con i nomi dei sottoscrittori sono stati consegnati nelle mani del segretario generale per ribadire il no all’allargamento del filobus e all’installazione di nuovi pali in città. Dopo la consegna ufficiale si aprirà il procedimento previsto dallo Statuto e dal Regolamento comunale che dovrà validare il quesito e controllare le firme raccolte.
A Lecce bufera sul progetto da 118 milioni per i filobus: “Copia-incolla da quello di Ferrara”
di Francesco Oliva
La campagna di raccolta per chiedere la convocazione di un referendum abrogativo sul previsto progetto di potenziamento del filobus è iniziata il 5 luglio ed è proseguita con banchetti allestiti in tutta la città, in 38 date. Un vero e proprio tour che ha visto protagonisti oltre 7.000 leccesi che hanno apposto il proprio nome e cognome sui moduli. “È un primo passo importante per il primo esperimento di democrazia diretta che si tiene nella città - ha spiegato il portavoce del comitato, il giornalista Marcello Favale - abbiamo consegnato 300 moduli al segretario generale e adesso si entra nel vivo del dibattito sull’opportunità di un potenziamento di questo mezzo così invasivo". "Non è una battaglia di retroguardia - ha precisato il comitato promotore - ma un momento di alta democrazia: “Tante persone hanno partecipato in questi 38 giorni e i nostri tavolini per la raccolta delle firme si sono trasformati in delle agorà in cui si è discusso del futuro della mobilità di Lecce, mentre nel Consiglio comunale non se ne è parlato. L’obiettivo è far capire che il filobus non serve alla città di Lecce, meglio puntare sui bus elettrici come fanno a Bari, nel resto d’Italia e d’Europa”.






